crew for africa
               
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Crew for Africa, è un progetto che nasce dalla volontà di un gruppo di assistenti di volo, per cercare di aiutare le popolazioni che abitano le zone piu’ povere di Djibouti, Corno d’Africa.
Balbalà , baraccopoli di 200.000 abitanti alla periferia di Djibouti, è abitata da autoctoni e, rifugiati delle vicine Etiopia, Eritrea e Somalia. Le condizioni di vita della maggior parte di  questa gente sono al limite della sopravvivenza; nei villaggi c’è scarsità d’acqua e, la poca che si trova é molto inquinata,il cibo è scarso e le possibilità di coltivazione e pascolo sono minime, a causa della desertificazione della zona.
La maggior parte della popolazione é affetta da malattie causate dalla malnutrizione e dalle scarse condizioni igieniche oltre che dalle tradizioni locali (mutilazione genitale femminile).
Fortunatamente, all’interno del villaggio di Balbalà opera dal 1988, un Ospedale italiano nel quale lavorano il Dott. Carlo Astini, la Dott.ssa Miriam Martinelli e la sua equipe.
L’ospedale, nato come centro pediatrico infantile, ben presto é divenuto il centro di riferimento per gli abitanti dei villaggi ed oggi cura un’ampio spettro di malattie.Ogni anno vengono trattati circa 5000 bambini per complicazioni legatate alla malnutrizione.
Nei mesi di Dicembre 2007 e Gennaio 2008, Crew for Africa, trovandosi a Djibouti, ha contribuito, coadiuvata dal Signor Moussa Omar infermiere all’ospedale italiano di Balbalà e punto di riferimento di tutti i villaggi circostanti, ad aiutare l’ospedale e la popolazione fornendo beni di prima necessità come: latte in polvere arrichito, viveri, stoviglie etc.Insegnando alle donne, con workshop giornalieri,l’uso del solarcooker, per cucinare e sanificare l’acqua col sole,(www.solarcooker.org). Mentre un terzo progetto prevede il sostegno al Centro per lo sviluppo culturale (CDC) di PK12, che si occupa dell’alfabetizzazione e formazione informatica e di lingue.
Infine è in corso un progetto di watsan (water sanitation) della zona Doraleh, Djibouti , da dove è partita un’epidemia di colera anche a causa dell’acqua inquinata dei pozzi.
 
Il nostro lavoro non si ferma qui, infatti CFA opera dall’Italia per cercare di fornire un supporto continuativo all’ospedale, con campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi. Nel mese di novembre 2008 abbiamo deciso di ingrandirci, unendo le nostre forze con quelle di un gruppo di infermieri professionali del 118, che da qualche anno lavorano come formatori del personale sanitario dell’ospedale di Balbala e, che opereranno da Bologna come sede distaccata dell’associazione.
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